sabato 27 febbraio 2010

I mistici dell'occidente, nuovo album dei Baustelle, Aggiornato!

Ad oltre due anni dalla pubblicazione di "Amen", il 26 marzo esce "I mistici dell'occidente", l'attesissimo album dei Baustelle, realizzato col produttore Pat McCarthy, famoso per aver collaborato con i REM, U2 e Madonna.


Per presentare il nuovo progetto ci saranno 3 concerti esclusivi:  il 10 aprile a FIRENZE, il 17 aprile a ROMA e il 19 aprile a MILANO.

Ai fortunati che potranno assistervi va tutta la mia invidia(buona, s'intende) e la richiesta di ricevere resoconti e commenti.


---Aggiornamento---



In anteprima la track list del nuovo album



1. Lindaco

2. San Francesco

3. I mistici dellOccidente

4. Le rane

5. Gli spietati

6. Follonica

7. La canzone della Rivoluzione

8. Groupies

9. La bambolina

10. Il sottoscritto

11. L'estate enigmistica

12. Lultima notte felice del mondo

-------





Le aspettative rivolte a quest'ultima fatica sono decisamente alte, dato che  i Baustelle( aka Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini) ci hanno sempre viziati con bella musica, con all'attivo album di tutto rispetto(ben cinque, se si conta Giulia non esce la sera, colonna sonora dell'omonimo film del regista marchigiano Piccioni, premiata col Nastro d'Argento, mica bruscoli).

Invito chi non avesse ancora avuto il piacere di approfondirne la conoscenza a non fermarsi a  quanto emerso dal recente successo commerciale;  i Baustelle non sono solo "quelli di" Charlie fa surf (tra l'altro assolutamente fraintesa dal pubblico), ma un signor gruppo  che ci ha regalato pezzi come Baudlaire; La Guerra è finita;  L'uomo del secolo e Il liberismo ha i giorni contati(perdonate la mia evidente predilezione per Amen, del resto se il disco ha vinto la targa Tenco un motivo ci sarà).  

In attesa del 26 marzo, vi lascio in compagnia di La guerra è finita.
Buona musica a tutti .

martedì 23 febbraio 2010

Velvet Underground & Nico




1967, New York .



Esce uno degli album fondamentali nella storia del rock, una pietra miliare cui numerosi artisti si sarebbero ispirati in futuro, ma quasi nessuno lo nota.

A posteriori, quest'album ha fatto la storia.

"Soltanto cento persone acquistarono il primo disco dei Velvet Underground, ma ciascuno di quei cento oggi o è un critico musicale o è un musicista rock" (Brian Eno)


Non un riferimento in copertina né a un titolo né al gruppo, solo la banana gialla e il nome dell'artista e produttore Andy Warhol (blasfemia liquidarne così il genio).

Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison, Maureen "Moe" Tucker e la cantante tedesca Nico ( in Femme Fatale, All Tomorrow's Parties e I'll Be Your Mirror).


Due giorni di regiatrazione in un decrepito studio di New York, lo Scepter Studios, 11 brani, chi più chi meno indimenticati.







Sunday morning




I'm waiting for the man




Femme fatale




Venus in furs




Run run run




All tomorrow's parties




Heroin 




There she goes again




I'll be your mirror




The black angel's death song




European son



Nella cover del primo lp si suggeriva di togliere la buccia alla banana in copertina. 
Il percorso di ascolto dell'album non è nulla di diverso:  dalla ballata fintamente eterea di Sunday morning alla poesia decadente di Venus in furs.

      
Pell slowly and see

(Avviso di servizio rivolto a chiunque volesse acquistare l'album. È in uscita con il mensile XL, numero di  febbraio, al costo complessivo di 12,40 euro)  

lunedì 22 febbraio 2010

Dopofestival: Peter Griffin incontra Emanuele Filiberto.

video


Scusate, non ho resistito ^_^




(Colgo l'occasione di questo post indegno per dirvi: bella gente, 120 visite in pochi giorni, Grazie! Però, su 120 visite, neanche un commento piccolopiccolo? Se ci siete, battete un colpo! Grazie).

domenica 21 febbraio 2010

Bis Raiset, beh, consoliamoci con la musica. Ha vinto Scanu? Ok, iniziamo a farci qualche domanda.

Per la seconda edizione consecutiva il vincitore del Festiva di Sanremo è un ragazzo Mediaset, per la precisione un pupillo del famoso show Amici.

Anche la canzone, neanche a dirlo, è targata Amici, opera di Pierdavide Carone.

Beh, chi se ne frega, se questo ragazzo ha talento e si presenta con una canzone degna di questo nome.

Sottolineo se.

La canzone vincitrice del sessantesimo festival della Canzone italiana, su carta la più bella e rappresentativa della nostra tradizione musicale, non è brutta.

È banale, che è peggio.

A parte la faccenda dell'amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi, che ti lascia qualche secondo fermo ad immaginare come cavolo la faccenda sia realizzabile contro tutte le leggi della fisica, la canzone scivola come l'acqua, e non per freschezza e trasparenza.

Non la melodia, non certo il testo e , diciamocelo, sicuramente non la voce del cantante.

Forse a questo Sanremo mancava La canzone, quella bella, ma bella davvero.

Ma che brani meritevoli ci fossero, almeno più di quello di Scanu, è un dato oggettivo.

Forte la reazione dell'orchestra e del pubblico in sala ma credetemi, vi sembrerebbe mite se aveste visto me che imprecavo facendo avanti e dietro davanti al televisore alle ultime battute della finale).

In assenza di un video che testimoni l'incredibile siparietto svoltosi ieri sera nel salotto di casa mia, vi rimando all'esplosione dell'Ariston.


"Reazione scomposta e fuori luogo", gridano oggi fior fiore di opinionisti.
A loro rispondo ciò che non sanno, che la musica è passione, è sangue. Chi la sente dentro sè non può subirla, accettarla compostamente.

Una pioggia di spartiti come coriandoli di un carnevale.
In fondo, ciò che si è consumato ieri sera sul palco dell'Ariston, cos'è se non un circo?

video

Secondo posto per il trio.

Per più di un secondo, giuro, ho temuto vincessero addirittura.

Quello che penso di questa formazione e del brano proposto, ahi me non è cambiato affatto(vedi post precedenti). Inutile aggiungere altro.

Mengoni, visibilmente deluso, terzo.

Nella vittoria ci aveva creduto, e con lui io e molti altri.

Una canzone non eccezionale ma, rapportata alle tre finaliste, indubbiamente la migliore(bello sforzo, devo ammetterlo).

Resta il fatto che il signor Mengoni sia un ragazzo di sicuro talento(che piaccia o no, non si può dire che non sappia cantare ed interpretare) e che possieda il giusto mix di savoir faire, voce e faccia tosta per fare cose buone. Quanto e come, concordo con quanto dichiarato dalla Maionchi qualche giorno fa, lo deciderà il repertorio.

Un applauso, uno in più, alla vincitrice del premio Mia Martini, Malika Ayane.

Valerio Scanu è il vincitore di Sanremo 2010



A sorpresa , il vincitore della sessantesima edizione del festival di Sanremo è il giovane Valerio Scanu, con la sua "Per tutte le volte che".





Secondo il discussissimo trio composto da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici "Italia amore mio".





Terza posizione per il favorito Marco Mengoni con"Credimi ancora".




Malika Ayane, non ha conquistato il podio ma ha vinto il premio della Critica Mia Martini con la canzone "Ricomincio da qui".

Ecco il video della proclamazione del vincitore.

video


Appuntamento a domani per commenti ed approfondimenti.

sabato 20 febbraio 2010

Guardare Sanremo con gli occhi fuori dalle orbite

A sorpresa,il piccione è stato abbattuto. Bon.



La notizia dovrebbe farmi tubare allegramente ma quanto avvenuto negli ultimi minuti inibisce ogni esprit de joie.



Pura e semplice idiozia.

Fuori Noemi ( amen, non per l'artista ma per il presunto plagio ).

Fuori Arisa, e si può fare.

Fuori Irene Fornaciari, benissimo.



Ma escludere CRISTICCHI, AYANE è incredibile, soprattutto in relazione agli "artisti" in finale.

L'orchestra getta all'aria gli spartiti ed io per poco non getto la tv dal balcone(poco male).



Scanu è ancora a piede libero.

Il trio della vergogna è in finale.



Italia, trema!



A questo punto, Mengoni, salvaci tu!

Post shock sanremese, commenti sulla semifinale

Non ancora del tutto ripresami dalla tremenda allucinazione in cui al festival della canzone italiana arrivava in finale il trio di Pupo and Friends (con la loro Italia, Oh mio Dio), sto aspettando che qualcuno salti fuori a gridare : "SCHERZETTO"! Adesso più che altro lo pretendo.

Esasperazioni a parte, quanto avvenuto ieri sera sul palco dell'Ariston è il genere di cose che mi fa arrabbiare(per essere molto ma molto eleganti) e soprattutto riflettere.
Riflettere su quanto sciocco sia da parte mia e di molti altri guardare a Sanremo ogni anno con fiducia, nella speranza di trovare qualcosa di nuovo e di bello da amare.
Questa speranza è cronicamente disattesa, la musica di Sanremo è quella dei personaggi, dei giganti della discografia e delle classifiche di vendita. Non è mai la Mia.
Quella appassionata, ricercata, AMATA.
Potete cantare di amore quanto volete, tradimenti,riappacificazioni e colpi di fulmine, potete cantilenare lo stesso motivetto insulso quanto volete ripetendo parole diabetiche,
ma nelle vostre canzoni con ci sarà mai l'amore autentico, quello non gridato ma di una forza assordante.
Continuate con le vostre classifiche, pop star ed indici di vendita.
Perpetuate pure il business ed accumulate quanti più soldi potete.

Potete soffocarla sotto strati di immondizia, relegarla in angoli bui e fare finta che non esista, ma non sarete certo voi a toglierci la Nostra Musica.

Riannodandomi a Sanremo, sul palco è finito davvero di tutto: dalla pop star Jennifer Lopez ai Tokio Hotel, idoli di quella marmaglia caprina che è la nostra meravigliosa gioventù.

Passiamo alle cose belle di ieri sera, che è meglio.

Al secondo ascolto il brano di Noemi si è rivelato più interessante di come mi era parso di primo acchito. Cercando informazioni in internet però, ho scoperto di un'accusa di plagio mossa al brano presentato dalla cantante di X-Factor. Solitamente i presunti plagi sono una bufala, ma lasciatemi dire che in questo caso il brano è lo stesso del poco conosciuto cantante Marco Ciappelli, con Oggi però (2003).
Gli autori sono gli stessi, Ciappelli e Babbini, inqualificabili per aver proposto ad un'artista ed al pubblico un brano così sfacciatamente edito approfittando della sua scarsa fama.

Eccovi il link del video per il confronto tra i due brani(o tra le due versioni dello stesso, a voi la sentenza)
http://www.youtube.com/watch?v=lXyVzIp8vW4&feature=player_embedded


Mmm... ma non avevo detto che avrei parlato delle cose belle del nostro beneamato festival? Va bene, riproviamo.

Ottima l'esecuzione di Mengoni e davvero bello l'arrangiamento proposto con il Solis String Quartet. Molto bravi e calzanti allo spirito del brano, che ci ha guadagnato parecchio.

Ruggeri con i Decibel, gente, il massimo.
Ancora di più , per chi come me, a causa della giovane età, ha conosciuto e stimato i Decibel solo grazie a vecchie registrazioni di canzoni del calibro di Contessa( Chi sei? Ch-Ch-Contessa, tu non sei più la stessa!), la melodica Vivo da Re e per contrasto Figli di...
Fuori da Sanremo, beh, chi se ne frega!


Forza gente, stasera la finale, scommetto dieci noccioline che anche quest'anno il re dei piccioni scagazzerrà allegramemte in testa a tutti quanti.



Dicon che almeno porti fortuna, bah.



(Siamo soli noi, la generazione della frustrazione, la generazione dell'alienazione)

Incredulità del dopofestival

Ruggeri FUORI,


Il terzetto meraviglia in finale.


Povia in finale ( e si sapeva, a questo punto non è da escludere che vinca).


Idem per Scanu( anche se, a onor del vero, il pezzo per quanto possibile è migliorato).


Stendiamo un velo pietoso.

Shhh.


Un applauso all'artista ed allo splendido arrangiamento regalatoci stasera con i bravissimi ed indimenticati Decibel.


Complimenti ed in bocca al lupo alla Zilli, che se non la vittoria di categoria ha strappato meritatamente il premio della critica.


Appuntamento a domani, con tutti i commenti.

venerdì 19 febbraio 2010

Perchè(?) Sanremo è Sanremo



Tutti lo guardano, tutti ne parlano, alcuni lo criticano altri lo amano.

60 di Sanremo, il più celebrato festival italiano. Se Sanremo sia un festival musicale o un varietà non ci è dato saperlo, ma tante sono state le discussioni su questo tema, tutte irrisolte, che è inutile farne una di più.
Io sono tra quelli che Sanremo lo guardano con occhio critico, nella speranza di quella scintilla di unicità il più delle volte disattesa.
Ad onore di quest'edizione va sicuramente la massiccia presenza di giovani, ma che giovani? Questi giovani big sono ben poco giovani( dove sono freschezza, originalità ed innovazione?) e molto standardizzati, canzoni vecchie, già sentite, noiose musicalmente e tematicamente. Con un po' di ironia cattivella ed in parte ingiustificata, possiamo dire che la vera innovazione di questo festival è stata Nilla Pizzi ieri sera.


Qualche fortunata eccezione c'è, Cristicchi ed Ayane, ma prima di abbandonarmi all'entusiasmo aspetto di riascoltare i brani.


Belle voci si, Mengoni su tutti insieme alla compagna di X-Factor Noemi, ma con canzoni che ne sacrificano il talento, non brillanti almeno al primo ascolto.



Arisa non stupisce e torna con un motivetto facile e cartoonistico, Malamorenò,non male ma nemmeno bene, nulla di più o di meno dalla precedente Sincerità, che ci ha assordato per mesi(molto simpatica la presenza delle sorelle Marinetti).

Ruggeri è Ruggeri gente, e la sua Notte delle fate ha tutte le carte in regola per essere un pezzone, non commercialissimo, ma di ottima resa.

Toto Cutugno, vuoi per gap generazionale(anche se lo escludo, dato che ascolto quotidianamente ed amo artisti a lui contemporanei o precedenti), vuoi per mancanza di feeling non mi ha lasciato niente, assolutamente niente.E questo è grave.

Idem con patate, o quasi, per Irene Fornaciari ed Irene Grandi, dalla quale onestamente speravo ed aspettavo di più. Il pezzo non sembra male, ma manca di quella lama che al primo ascolto ti lascia se non a bocca aperta con la voglia di averne ancora.




Povia, Povia... Povia è... un grandissimo paraculo. Non stimo questo cantante( e ci tengo particolarmente a sapere cosa ne pensate voi) semplicemente perché non lo reputo un artista. Tutto quello che quest'uomo fa mi appare falso, e questo non può' che inficiare il mio parere, forse parziale ma onesto. La musica è fatta per comunicare, non sono contro al dialogo su tematiche forti(se no i Grandi che non sto neanche a citare dove ce li metteremmo?), ma sono contro il loro sfruttamento. La musica è sensibilità, ma non basta il tema strappalacrime e qualche frase ad effetto per fare l'arte e l'artista. Questo schiaffiamocelo bene in testa.

Quando ho ascoltato la canzone non canzone di Moro mi è venuto da sorridere,tanto il pezzo non solo è già sentito, ma riproposto anche male (ci siamo capiti) . Sperando che il Moro(e non Otello) faccia qualcosa di non male come in passato, su quest'esperienza sanremese c'è davvero poco da aggiungere.
Scanu e SonHHHora li accorpo, perchè se non fosse per dovere di cronaca mi risparmierei volentieri l'ingrato compito di menzionarli. Mantenendo il contegno ragazzi miei, siete giovani, è possibile mai che non abbiate assolutamente idee, neanche una piccola piccola? Nessuna voglia di scoprire, sperimentare, cambiare? Triste, molto, molto triste.

A dimostrazione di quanto sia importante cambiare idea e saper riconoscere quando qualcosa di buono c'è anche nei luoghi più insospettabili, a me D'Angelo è piaciuto. La sua canzone tra le meno scontate del festival, soprattutto musicalmente, meritava più attenzione, ma il dialetto è un ostacolo non trascurabile e ne abbiamo avuto la conferma. L'assenza di sottotitoli(forse inutili, ma tentar non nuoce), l'oggettiva difficoltà della lingua e non ultima una buona dose di spocchia da parte dei Signori sanremesi sono le cifre dell'insuccesso di D'Angelo, che si consolerà sicuramente la grande vendita di cd (piratati e non) che lo aspetta in patria.



Italia amore mio sembra uno scherzo, di cattivo gusto ma pur sempre uno scherzo( vi prego, ditemi che è così!). Purtroppo non lo è dato che Pupo, Emanuele Filiberto( dati i trascorsi noto ai più come principe delle olive, principe valletto o principe ballerino) ed il tenore Luca Canonici hanno avuto il coraggio di presentarsi con una canzone, non solo assurdamente brutta musicalmente, ma dal testo tra il tragicomico e l'esilarante( provare per credere, cito testualmente :"Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio. Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio". E ancora Pupo al principino: "Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente, ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente". ).Oltre al coraggio di selezionare e proporre una cosa del genere, un plauso al coraggio del pubblico che ha deciso che il fantastico trio meritava gli onori della finale.
Più che Italia amore mio direi Italia, Oh mio Dio!

Buona la qualità delle nuove proposte dove qualcuno d'interessante c'è, prima su tutti Nina Zilli, seguita da Jacopo Rantini, La fame di Camilla e la piccola Jessica Brando.
Stasera finale c'è la loro finale, con la speranza e l'augurio che sappiano regalare qualcosa di bello e nuovo alla nostra musica.
Il sassolino l'ho gettato, aspetto voi per la lapidazione(la mia sia ben chiaro!).
Melomanie

martedì 16 febbraio 2010

Dichiarazione d' eterno amore

A te, mia compagna di sempre,
mio unico, immenso e fedelissimo amore.
Lascio che le parole scorrano da sole, senza preoccuparmi che siano belle, perché tra noi la forma non è mai stata importante quanto l'essenza. Sei il vento che nelle mie giornate mi dai la voglia di respirare e la forza di farlo quando sono troppo fragile.
Tu, perfetta ed irraggiungibile, non ti fai beffe delle mie debolezze e non fuggi dinanzi alle mie miserie, ma resti sempre per curarmi le ferite.
Sull'orlo del baratro mi trattieni con i tuoi lacci gentili, sei la sola che capisca che dalla sofferenza nasce la vera bellezza, perché tu sei bellezza, orrore, sofferenza e perfezione. Sei la chiave, ciò che ho sempre sognato e ciò che continuerò a sognare finché ne avrò la forza. Sei lo scudo che mi separa dalle mie paure, la sola che mi sia rimasta accanto nostante i miei infiniti limiti.
Non piangere per me né per la mia natura meschina e finita, così piccola, sciocca e fragile. Tu, infinita, sei l'unico mondo in cui io possa vivere, nutrirmi, respirare.
A te, Musica,
il mio cuore,
il mio essere,

la mia anima.


Chat dei melomaniaci

La mia musica