domenica 21 febbraio 2010

Bis Raiset, beh, consoliamoci con la musica. Ha vinto Scanu? Ok, iniziamo a farci qualche domanda.

Per la seconda edizione consecutiva il vincitore del Festiva di Sanremo è un ragazzo Mediaset, per la precisione un pupillo del famoso show Amici.

Anche la canzone, neanche a dirlo, è targata Amici, opera di Pierdavide Carone.

Beh, chi se ne frega, se questo ragazzo ha talento e si presenta con una canzone degna di questo nome.

Sottolineo se.

La canzone vincitrice del sessantesimo festival della Canzone italiana, su carta la più bella e rappresentativa della nostra tradizione musicale, non è brutta.

È banale, che è peggio.

A parte la faccenda dell'amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi, che ti lascia qualche secondo fermo ad immaginare come cavolo la faccenda sia realizzabile contro tutte le leggi della fisica, la canzone scivola come l'acqua, e non per freschezza e trasparenza.

Non la melodia, non certo il testo e , diciamocelo, sicuramente non la voce del cantante.

Forse a questo Sanremo mancava La canzone, quella bella, ma bella davvero.

Ma che brani meritevoli ci fossero, almeno più di quello di Scanu, è un dato oggettivo.

Forte la reazione dell'orchestra e del pubblico in sala ma credetemi, vi sembrerebbe mite se aveste visto me che imprecavo facendo avanti e dietro davanti al televisore alle ultime battute della finale).

In assenza di un video che testimoni l'incredibile siparietto svoltosi ieri sera nel salotto di casa mia, vi rimando all'esplosione dell'Ariston.


"Reazione scomposta e fuori luogo", gridano oggi fior fiore di opinionisti.
A loro rispondo ciò che non sanno, che la musica è passione, è sangue. Chi la sente dentro sè non può subirla, accettarla compostamente.

Una pioggia di spartiti come coriandoli di un carnevale.
In fondo, ciò che si è consumato ieri sera sul palco dell'Ariston, cos'è se non un circo?

video

Secondo posto per il trio.

Per più di un secondo, giuro, ho temuto vincessero addirittura.

Quello che penso di questa formazione e del brano proposto, ahi me non è cambiato affatto(vedi post precedenti). Inutile aggiungere altro.

Mengoni, visibilmente deluso, terzo.

Nella vittoria ci aveva creduto, e con lui io e molti altri.

Una canzone non eccezionale ma, rapportata alle tre finaliste, indubbiamente la migliore(bello sforzo, devo ammetterlo).

Resta il fatto che il signor Mengoni sia un ragazzo di sicuro talento(che piaccia o no, non si può dire che non sappia cantare ed interpretare) e che possieda il giusto mix di savoir faire, voce e faccia tosta per fare cose buone. Quanto e come, concordo con quanto dichiarato dalla Maionchi qualche giorno fa, lo deciderà il repertorio.

Un applauso, uno in più, alla vincitrice del premio Mia Martini, Malika Ayane.

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